• Fabio Nardini Madhu

    Fabio Nardini Madhu

    Perché Madhu? È il nome iniziatico che mi ha dato il mio maestro yoga: Vasudeva alias Jean Pierre Bastiou. Nato in Francia nel 1924, professore d’Educazione Fisica, nel 1948 è a Cannes, insieme al mitico Steve Reeves, per Mister Francia, dove giunge quinto, e nel 1950 è quarto al Nabba-Mister Universo. Poi inizia a praticare Hatha Yoga fino a diventare egli stesso maestro: in realtà il primo maestro yoga che il Brasile conosce (discepolo di SRI Swami Sivanandaji Mahajaj di Rishikesh e allievo di Shri Yogendra -fondatore, nel 1918, dello Yoga Institute). Nel 1981 Vasudeva fonda la Facoltà di Bio-Psico Paraná. Oggi vive con sua moglie, la dolcissima Maria Teresa, a Rio de Janeiro. Tra le sue opere consiglio la lettura del suo libro autobiografico Globe-trotter della Coscienza: dallo Yoga allo studio della Multidimensionalità, International Accademy of Cosciousness, Lisbona e Milano 2005, . L’incontro con Vasudeva è stato una vera esperienza di vita vissuta.

    È il 1997 quando riesco a pubblicare il mio primo romanzo. È un inizio emozionante ed allora ricordo quanto Vasudeva mi disse quando mi diede il nome iniziatico: Madhu il suffisso “ji” indica il mio profondo rispetto impregnato di affetto per te. Per questo motivo, per tutto quanto significa il primo romanzo, decido che non poteva avere altro titolo che Madhuji.

    Nasco a Roma nel 1953, ma vivo a Milano. Lo sport ha sempre fatto parte del mio quotidiano: nuoto, vela, windsurf, trekking, yoga, kung-fu e ginnastica.; forse è anche per questo che durante il periodo universitario inizio, ma continuerò anche dopo la laurea, a lavorare come animatore nei villaggi Valtur insegnando WindSurf e Nuoto. Oggi amo camminare, nuotare, allenarmi con il mio personal trainer e amico Luigi Massone (www.genovapersonaltrainer.com) e dialogare con la mia amica e life coach Dr.ssa Carla Carlini (www.carlacarlini.weebly.com).

    Mi laureo in Giurisprudenza, conseguo un master in Marketing e Comunicazione, divento Avvocato, svolgo la libera professione e l’attività d’imprenditore nei settori della comunicazione e dell’informatica.

    Appassionato e curioso di storia delle religioni, storia, filosofia, psicologia, etimologia, simbologia, numerologia, astrologia ed esoterismo in generale, fin da giovane, con il mio piccolo zaino d’emozioni e speranze, inizio a viaggiare come un vagabondo tra i libri lasciandomi rapire da personaggi, luoghi ed esperienze. Un cammino straordinario durante il quale, come canta Battiato, il vento gonfiava le mie vesti liberamente, un tempo in cui vidi camminare le aquile. Con lo spirito del pellegrino cerco di non portare alcun peso preconcetto, di liberarmi da inutili zavorre. È allora che incontro Georges Ivanovitch Gurdjieff. Uomo di straordinario talento, nato ad Alessandropoli, da padre greco e madre armena, pupillo dei membri della chiesa ortodossa, iniziò un lungo percorso di ricerca spirituale attraverso le più antiche tradizioni che lo portò a fondare il gruppo dei “Cercatori della verità”. I suoi libri, le opere di P.D. Ouspensky, di R.Daumal, di R.Guénon, di H. Hesse, di F.M. Dostoevskij, di V.L.G.E.M. Proust, di A.Dumas, di E.A.Poe, di H.R.A.G. de Maupassant, di E.C.G.M. Salgari, di K. Gibran, di Al-Ghazali, i Racconti di un pellegrino russo, il pensiero e le opere di Raimon Panikkar, La leggenda del grande inquisitore di V. Rozanov, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di R. M. Pirsig, Il Tao della fisica di F. Capra, El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha di M. de Cervantes Saavedra, il Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi e tanti altri da sempre mi fanno compagnia.

    Ma l’incontro per me rivelatore è stato quello con il silenzio assordante della Vergine Maria. Scrive Ignacio Larranaga: “Tutto ciò che è definitivo nasce e si consuma in seno al silenzio. Un silenzio impressionante avvolge la vita della Vergine Maria”. Il silenzio è il vero ed unico testimone di un saper essere, di una coscienza che non domanda, perché sente, che non dubita e sa donarsi perché ha fede. Una fortezza d’amore da cui si genera l’Amore. Nella consacrazione al cuore immacolato di Maria si recità: “Da te saremo condotti a Cristo. Per mezzo di Lui e con Lui saremo condotti al Padre”. Un silenzio colmo d’indicazioni: una volta incontrato non si può più lasciare. “Il verbo viene dal Padre e ritorna al Padre”, scrive sant’Ignazio d’Antiochia e il ‘silenzio’ ci rende anche capaci di ‘ascoltare’. È nel silenzio che comprendiamo che la nostra preghiera non può essere solo parlare o chiedere, ma ascoltare. “Beati quelli che ascoltano le parole di Gesù, più beati ancora quelli che hanno ascoltato il suo silenzio”.

    Si dice che Gandhi ogni settimana praticava una giornata di silenzio perché utile all’igiene mentale nonché condizione di salute. I padri del deserto dicono: “Con la parola consumiamo molta energia, con il silenzio raccogliamo quell’energia che ci farà capaci di pronunziare ‘parole degne del silenzio’, forti quanto lui”. Chi domina la sua lingua domina tutto il suo corpo, scrive San Giacomo nella sua epistola. Nel bellissimo libro di Jean Yves Leloup L’Esicasmo si legge: “Si racconta la storia di un novizio dalla lingua pugente, sempre pronto a ironizzare sulla relativa pietà dei suoi confratelli. L’anziano gli disse: ‘Vammi a prendere un tacchino’. Il giovane ne trovò uno e lo portò all’anziano: ‘Adesso, spennalo’. Egli obbedì. Una volta spennato, l’anziano ordinò al novizio: ‘Adesso, rimettigli le piume’. Stupito, il giovane chiese: ‘Ma come è possibile rimettere le piume ad un tacchino cui sono state appena tolte?’. L’anziano rispose con tenerezza, ‘Per l’appunto, non si rifà la reputazione di qualcuno quando è stata distrutta dalle nostre parole’. Come recita il detto: Calunnia, calunnia, qualcosa rimarrà sempre”. D’altronde è innegabile, come diceva San Serafino, che “è impossibile sollevare un filo d’erba senza disturbare una stella”. Il che se è vero, com’è vero, mi porta alla convinzione che il mondo è anche “conseguenza” di ciò che noi siamo, pensiamo, facciamo. “Trova la pace interiore ed una multitudine sarà salvata con te”, perché, è certo: la salvezza di tutti dipende dal nostro stato di pace interiore.

    Nel 2009 insieme a mia moglie Giovanna, artista a 360°, con lo pseudonimo de “L’Uomo delle Fiabe”, abbiamo dato vita a “Il Libro della Fiaba del Cuore”: Ognuno di noi quando viene al mondo ha con sé dei doni. Con essi può contribuire all’armonia dell’Anima Vitale dell’Universo. Ritrovare la nostra “fiaba del cuore” può aiutarci a compiere quella magia che da sola…
    Ad oggi abbiamo consegnato più di cento opere de “Il Libro della Fiaba del Cuore”.
    Sempre con lo pseudonimo de “L’Uomo delle Fiabe” abbiamo scritto insieme e pubblicato il saggio dal titolo "Il Viaggio: dall'iniziale del nome al numero del destino".

    È il 2011 quando incontro la mia maestra di Reiki Marta L. Getty e, da allora, nella mia vita si apre uno straordinario mondo d'accoglienza e guarigione.